Essere guerrieri, sempre.

Essere guerrieri, sempre.


Is there anybody out there?
Qualche anno fa incontrai una ragazzina: aveva tanti ricci, due occhi grandi, e portava gli anfibi. Ci guardammo per una frazione di secondo, poi uscii dallo studio. Avevo i pantaloni corti.
Qualche tempo dopo, ci rivedemmo: avevo appena dato un esame, lei era su di un’altalena ed aveva un sorriso bellissimo.
Qualche tempo dopo ancora, faceva freddo, stava albeggiando e le tenevo la mano come si tiene quella di una bimba, scendendo lungo il sentiero. La piccola mano le usciva da una giacca troppo grande. Era carnevale.
Dopo qualche giorno, tracciai una linea: valicandola mi sarei lasciato alle spalle il mio passato, il mio vecchio e rigido modo di ragionare, la mia superficialità, la mia vecchia idea di Amicizia. Così feci, riprendendo quelle piccole mani da sartina cinese tra le mie.
Il resto è storia, il resto è vita. Fatiche, risate, soddisfazioni, dolore, allegria, impegno, delusioni e libertà, imparando a non dare mai nulla per scontato.
Questo post è un tributo a chi mi sopporta più di ogni altro e mi ama più di ogni altro e mi fa stare bene più di ogni altro.
E’ un tributo al suo coraggio, alla sua forza, alla sua passione.
Che son cose, in un mondo in cui la personalità è sempre più atomica, frammentata e liquida, che non hanno prezzo.
Ti amo, mia piccola sartina cinese. Aspettami, che arrivo.
Preso coscienza di aver appena varcato la soglia (peraltro significativa) dei trentatrè anni, mi addentro - con calma - nella seconda parte di questa vita.

Ecco la vista che mi accoglie ogni sera quando esco dal lavoro. Faccio orari da metronotte.
Vita sociale ai minimi storici, vita 2.0 azzerata. Ehi! Però sono ancora vivo.
Resistere.

…perché ciò che è importante, amici miei, è esercitarsi a vedere il movimento in ogni cosa ed il mutamento in ogni persona, solo così noi ed i nostri pensieri potremmo dirci sempre nuovi.

Oggi niente foto di Scarmic. Ma è come se l’avessi fatta io, forse perché la bambina potrebbe essere la mia.
Oggi continua il ritiro delle truppe dalla Striscia. Quello che rimane è ben rappresentato dalla foto.
Oggi si insedia il Papa Nero di Nostradamus. Io sono uno di quelli che spera che cambi qualcosa.
[segue foto tratta da Guerrillaradio]
Ho deciso di rimuovere la foto di questo post. Non per buonismo. Non perché credo che un blog debba essere per foza “di evasione”, “leggero”, senza pretese di denuncia, anzi. Sono dell’idea che sia un dovere morale non fare finta di niente. E denunciare, e schierarsi, se necessario (la ragione, in questo caso, sta solo dalla parte dei bambini, degli innocenti, delle vittime, non certo dalla parte di Israele né tantomeno di Hamas). A chi mi chiedeva perché, rispondo che questo post era un modo per dire “che ho sempre negli occhi e nel cuore quello che accade nel mondo, anche quando scatto una foto ad un kaki, o ad un fiore, o ad una mia amica“.
Ho rimosso la foto per rispetto di quella povera bambina, e per rispetto a tutti quei bambini che, anche per caso, potrebbero passare per il mio blog, magari cercando su google la parola “kaki”. Tutto qua. Chi volesse comunque documentarsi, lo potrà fare sul blog di Guerrillaradio.
