…perché ciò che è importante, amici miei, è esercitarsi a vedere il movimento in ogni cosa ed il mutamento in ogni persona, solo così noi ed i nostri pensieri potremmo dirci sempre nuovi.

…perché ciò che è importante, amici miei, è esercitarsi a vedere il movimento in ogni cosa ed il mutamento in ogni persona, solo così noi ed i nostri pensieri potremmo dirci sempre nuovi.

Scartabellando in cerca di una foto “leggera”, un po’ meno triste delle ultime postate, mi sono purtroppo accorto che tutta la mia produzione si declina in un mood che nella migliore delle ipotesi è melanconico.
Deciso comunque a dare ossigeno al blog, prima che scappino tutti, ho ripiegato su una foto del sottoscritto scattata dal mio socio helmut, durante un momento di intensa attività cerebrale, come si può vedere.

Per i feticisti, si stava sperimentando l’utilizzo di un wideangle dx su full-frame. La vignettatura rettangolare è naturale ed è dovuta al paraluce a petali. I colori sono by Ps CS2.
Oggi niente foto di Scarmic. Ma è come se l’avessi fatta io, forse perché la bambina potrebbe essere la mia.
Oggi continua il ritiro delle truppe dalla Striscia. Quello che rimane è ben rappresentato dalla foto.
Oggi si insedia il Papa Nero di Nostradamus. Io sono uno di quelli che spera che cambi qualcosa.
[segue foto tratta da Guerrillaradio]
Ho deciso di rimuovere la foto di questo post. Non per buonismo. Non perché credo che un blog debba essere per foza “di evasione”, “leggero”, senza pretese di denuncia, anzi. Sono dell’idea che sia un dovere morale non fare finta di niente. E denunciare, e schierarsi, se necessario (la ragione, in questo caso, sta solo dalla parte dei bambini, degli innocenti, delle vittime, non certo dalla parte di Israele né tantomeno di Hamas). A chi mi chiedeva perché, rispondo che questo post era un modo per dire “che ho sempre negli occhi e nel cuore quello che accade nel mondo, anche quando scatto una foto ad un kaki, o ad un fiore, o ad una mia amica“.
Ho rimosso la foto per rispetto di quella povera bambina, e per rispetto a tutti quei bambini che, anche per caso, potrebbero passare per il mio blog, magari cercando su google la parola “kaki”. Tutto qua. Chi volesse comunque documentarsi, lo potrà fare sul blog di Guerrillaradio.



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