Sai Scarmic… Quando la guerra si chiama amore, credo valga sempre la pena combattere. Non metto in dubbio faccia male, o non sia facile.
Ma credo sappia anche tu cosa sa dare un tale sentimento. E come in tutte le cose, non si dovrebbe mai lasciare nulla di intentato, per poter poi non dire un giorno “ma se…”
La custode è bella anche di spalle, ma questa è azzeccatissima in bianco e nero.
E chissà che buon odore di carta dev’ esserci…
Oh, no, in questo momento non faccio fatica, ma credo di comprendere, un poco, le fatiche altrui, perché io stesso per la fatica ci sono passato.
Credo però che l’amore si faccia in due: in tempi non sospetti ho teorizzato l’amore come battaglia, ma è anche vero che sono più per la guerra di difesa, che di conquista… Ciò che si ha, è giusto difenderlo ogni giorno, senza dare mai nulla per scontato, ma ciò che non si ha, o peggio, non si può avere…
“Credo però che l’amore si faccia in due: in tempi non sospetti ho teorizzato l’amore come battaglia, ma è anche vero che sono più per la guerra di difesa, che di conquista… Ciò che si ha, è giusto difenderlo ogni giorno, senza dare mai nulla per scontato”
E’ singolare che proprio nel post del libraio sia scaturita una breve dissertazione sull’amore. Credo che il signor Frizzo Luigi, di professione libraio, ne sarebbe oltremodo soddisfatto. In effetti, alla domanda “come si definirebbe lei?” credo -se lo conosco un poco- che mi risponderebbe “Casanova”, piuttosto che “libraio”…
Mi sarebbe sempre piaciuto avere una piccola libreria di rarità e remainders. ma credo che, vista la modestia delle entrate, sarebbae stato un hobby più che un lavoro.
Che dire ? se rinasco ricco di famiglia…
Non so a te, caro sconosciuto, ma a me è parso che non si alzasse mai da li, che in quell’angolo avesse fatto la sua cuccia, come i gatti in giro per la libreria.
June 5th, 2008 at 19:55
Sai Scarmic… Quando la guerra si chiama amore, credo valga sempre la pena combattere. Non metto in dubbio faccia male, o non sia facile.
Ma credo sappia anche tu cosa sa dare un tale sentimento. E come in tutte le cose, non si dovrebbe mai lasciare nulla di intentato, per poter poi non dire un giorno “ma se…”
La custode è bella anche di spalle, ma questa è azzeccatissima in bianco e nero.
E chissà che buon odore di carta dev’ esserci…
A presto,
_L*_
June 6th, 2008 at 9:55
Ma davvero fai tutta questa fatica?
E davvero credi che non valga la pena?
M
June 6th, 2008 at 10:59
Oh, no, in questo momento non faccio fatica, ma credo di comprendere, un poco, le fatiche altrui, perché io stesso per la fatica ci sono passato.
Credo però che l’amore si faccia in due: in tempi non sospetti ho teorizzato l’amore come battaglia, ma è anche vero che sono più per la guerra di difesa, che di conquista… Ciò che si ha, è giusto difenderlo ogni giorno, senza dare mai nulla per scontato, ma ciò che non si ha, o peggio, non si può avere…
June 6th, 2008 at 12:05
“Credo però che l’amore si faccia in due: in tempi non sospetti ho teorizzato l’amore come battaglia, ma è anche vero che sono più per la guerra di difesa, che di conquista… Ciò che si ha, è giusto difenderlo ogni giorno, senza dare mai nulla per scontato”
Esattamente…
_L*_
June 6th, 2008 at 14:07
E’ singolare che proprio nel post del libraio sia scaturita una breve dissertazione sull’amore. Credo che il signor Frizzo Luigi, di professione libraio, ne sarebbe oltremodo soddisfatto. In effetti, alla domanda “come si definirebbe lei?” credo -se lo conosco un poco- che mi risponderebbe “Casanova”, piuttosto che “libraio”…
June 9th, 2008 at 18:07
Uh, il libraio.
Il mestiere più bello del mondo.
June 11th, 2008 at 12:50
Mi sarebbe sempre piaciuto avere una piccola libreria di rarità e remainders. ma credo che, vista la modestia delle entrate, sarebbae stato un hobby più che un lavoro.
Che dire ? se rinasco ricco di famiglia…
June 19th, 2008 at 16:15
magnifica questa foto…
August 22nd, 2008 at 15:10
Che meraviglia.
November 26th, 2008 at 16:40
ciò che bravo che te sì luigi.. io ci vado sempre. :)
(la foto ovviamente è bellissima)
April 5th, 2010 at 14:46
Non so a te, caro sconosciuto, ma a me è parso che non si alzasse mai da li, che in quell’angolo avesse fatto la sua cuccia, come i gatti in giro per la libreria.