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Community

Ecco, ci sono arrivato, all’articolo sulle community. Cosa sono queste community? Facciamo un passo indietro. Uno dei paradigmi del Web 2.0 o, in altre parole, l’aspetto fondamentale di Internet oggi, è l’interconnessione tra i soggetti e le risorse. In pratica, la rete ti dà ipoteticamente la possibilità di una visibilità finora inimmaginabile, a patto che qualcuno si accorga che esisti. Ancora in pratica, mentre sto scrivendo, il mio blog può essere letto contemporaneamente da uno studente di Tokyo, da un emiro di Dubai e da Scarlett Johansson: di fatto è già tanto se nella prossima settimana passerà di qua il mio socio o tutt’al più mio padre. Questo avviene quando una persona non è abbastanza “connessa” alla rete, ovvero non è 2.0.

Partendo da questo concetto, mi sono letteralmente perso immerso nella rete, arrabattandomi tra Blogger, Splinder, Livejournal, Wordpress, creandomi un’infinità di identità virtuali e seminando le mie “poche” tracce un po’ ovunque. Queste appena elencate sono solo le principali tra le piattaforme di blog esistenti, che rappresentano vere e proprie comunità di persone: io ho il mio blog, visito un blog interessante, lascio un commento o magari lo inserisco tra i link dei miei blog preferiti; il proprietario di quel blog va a vedere chi è che gli ha lasciato un commento e, se è il caso ricambia e così via. Attraverso questo meccanismo si creano delle reti di conoscenze che sono alla base del nuovo web.

Per quanto mi riguarda ho optato per una soluzione “open”: ho registrato per qualche spicciolo il mio sito dominio personale e ci ho installato la piattaforma di blog “Wordpress“, che attualmente è la più ricca, diffusa e facile da gestire. Inoltre è gratis. Tutte le altre identità che ho sulle varie piattaforme in qualche modo rimandano a questa.

Discorso a parte meritano le community fotografiche. Sono un po’ diverse, in quanto sono mirate alla condivisione di contenuti strettamente figurativi, e le persone tipicamente commentano le foto che vengono sottoposte alla comunità. Ce ne sono tantissime, la più famosa è senza dubbio Flickr: tuttavia penso che la qualità media dei suoi contenuti sia piuttosto bassa. Ho optato per due sole soluzioni (la permanenza in una comunità richiede tempo per postare foto e per commentare). La prima è Maxartis, una comunità fotografica italiana abbastanza recente che fa dei commenti alle fotografie il suo fiore all’occhiello, in quanto solo attraverso la “pubblica critica” ed il continuo confronto il fotografo cresce come tale. La qualità dei lavori di Maxartis è molto buona: vi rimando al sito per saperne di più. La seconda invece è DeviantArt, forse la più bella community artistica del mondo. I suoi punti di forza: l’internazionalità e la commistione dei generi. Su DeviantArt si trovano disegni, fotografie, illustrazioni, dipinti ed altro provenienti da artisti di tutto il mondo. E’ una fonte inesauribile di ispirazione. Credo pubblicherò solo alcune delle mie foto, quelle che a ragione o a torto considero le migliori, e che inserirò nel portfolio.

Argomento a parte meritano i social-network come MySpace, Facebook, LinkedIn, Twitter, Xing. Il principio è più o meno lo stesso delle community di blogger, anche se in questo caso il blog è un elemento secondario o addirittura assente. Ho deciso di abbandonare piattaforme come Facebook o Myspace: sono letteralmente un bordello caos. Senza che facessi niente (o che mettessi una mia foto ;-)) attraverso MySpace sono stato contattato da almeno 5 ragazze fichissime che mi chiedevano di inserirle nella mia rete di amici. Mah. Fatto sta che su MySpace ho solo 1 amico (l’amministratore di MySpace, quello che viene per default). Mi sono concentrato su quello che secondo me è il social-network professionale, ovvero LinkedIn. La tua vetrina è il tuo curriculum, la tua storia professionale. I tuoi contatti sono i tuoi amici, i tuoi colleghi, le persone che conosci più o meno direttamente. Pertanto invito gli amici o i conoscenti che leggessero questo blog a registrarsi a LinkedIn e ad entrare nella mia rete professionale. Da segnalare anche l’europeo Xing, che da poco ha assorbito l’italiano Neurona.

Il sunto del discorso è questo: se ti immergi completamente nella rete rischi di affogare. Ti perdi, diventa dispersivo. E’ giusto provare varie alternative, per poter scegliere con cognizione di causa. Io ho fatto le mie scelte, chi mi ama mi segua…

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